Gay & Bisex
Incontrando Andrea - 3
10.06.2018 |
5.038 |
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"Abbasso gli occhi e lui mi dice "fammi vedere chi mi hai bevuto mio sbora" apro la bocca come a dire "a" quando sei dal dottore e con soddisfazione dice " ti place veramente..."
Mentre Andrea si rivestiva, per uscire dalla stanza e chiamare i suoi amici, lo guardavo dal letto, sdraiato a pancia in giù, ancora con il mio cazzo duro tenuto ben nascosto che premeva contro il lenzuolo."Ma vuoi fare un'orgia?" dissi tra lo speranzoso e il curioso, fingendomi impaurito.
"Ti piacerebbe troia, ma noi siamo maschi che abbiamo solo bisogno di svuotarci i coglioni, e se tra noi ci guardiamo a nessuno tirerebbe il cazzo, mica siamo froci come te!" Il modo in cui me lo ha detto ha espresso tutto il suo disprezzo culturale per lui stesso. Sa perfettamente che al suo paese sarebbe preso per un "frocio come me", ma qui in Italia, in questa casa abbandonata, vivendo di espedienti, con poche donne che gli girano attorno, pur essendo un bellissimo uomo, tutto si giustifica con il fatto che se trovi chi ti svuota i coglioni, che importa che sesso ha?
Io ci credo poco, ma tant'è che in men che non si dica, si presenta, Marius, mi squadra dalla testa ai piedi, e con un sorrisetto da presa in giro, chiude la porta dietro di se e mi dice "ti piace cazzo?"
Lo guardo e sorrido goloso, con una voce da troia che mi viene in questi casi lo provoco "Dipende dal cazzo!"
Resto immobile mentre lui si sfila la maglietta e agita i pettorali, come a fare la danza del pavone, poi con il piede destro fa perno per sfilarsi la scarpa sinistra e poi il contrario, sfila il jeans e resta in boxer, quei boxer con la scritta rassicurante UOMO, anche se qui, per il contenuto che si evidenzia dalla forma, la scritta è assolutamente inutile. Si avvicina al letto, dove io nel frattempo mi sono alzato poggiandomi a triclinio romano su un braccio, e la mia testa è all'altezza della scritta UOMO.
Lui mi prende la testa e come certi trogloditi fanno con i cani per insegnare loro che non si piscia in un certo posto, così lui mi sfrega la testa sul suo pacco, per insegnarmi dove trovo la fonte del suo e del mio piacere.
Non posso non sentire che il boxer ha un odore di piscio, e questo non mi fa indietreggiare, anzi annuso come una cagna per non perdermi l'odore. Intanto il suo cazzo è già barzotto e spinge per uscire, mi aiuto con la mano del braccio libero e libero una bella minchia barzotta, mi appoggio il viso sul bell'arnese e la misura è interessante, dal mio occhio dove poggia la cappella al mento, mi copre mezza faccia.
I coglioni penzolano e sono pesanti, li annuso è paradiso di sudore e afrore maschile.
Dopo un poco che continuo a strisciare il suo cazzo sulla mia faccia liscia, sperando che si attacchi il suo odore, mi ordina di aprire la bocca e io a malincuore obbedisco.
Ben inteso non è che non voglia fare un golino, chi sa se ci riesco con sto cazzo bello grosso, ma dal momento in cui lo metto in bocca neutralizzo l'odore con la mia saliva, e a quel punto, con cazzi così odorosi, finisce il gioco. Ma appunto il gioco è bello se dura poco, e non dimentichiamo che Marius come Andrea, giustifica il sesso con me, solo per svuotarsi i coglioni.
Apro la bocca più che posso e con le mani tiro la pelle per scappellarlo, dentro non trovo sorprese solo un retrogusto di pipì. I bordi della cappella sono particolarmente alti e gioco a leccarlo come fosse un cono gelato, inizialmente chiudo gli occhi, poi lo guardo mentre mi lavoro il suo glande e mi molla un ceffone, facendo la faccia arrabbiata e se il concetto non mi fosse chiaro mi dice " abbassa li occhi guarda cazzo e succhia".
Non voleva essere guardato mentre godeva! Ma che cazzo di problemi hai, dico tra me e me, e riprendo a girare intorno al glande con la lingua e come se mi avvitassi per farlo entrare tutto in bocca e fargli incontrare le mie tonsille. E' un lavoro duro, lo spessore è tanto, e rischio un paio di conati, ma il lavoro lo posso fare, e mi impegno, lui intanto sbuffa e ansima, io rischio e riguardo in su, ha gli occhi chiusi e inarca la schiena, ci siamo questo sta per venire, neanche il tempo, cerco di rallentare la cosa, tiro fuori il suo cazzo dalla mia bocca, ha un pigiamino di saliva, potrebbe scivolare in qualunque buco, cerco di andare a stimolare con la lingua i suoi coglioni e tengo con una mano il suo bastone, lui mi toglie la mano e si sostituisce a me per masturbarsi mentre con la sinistra mi spinge la testa contro l'inguine io lecco i coglioni con frenetica passione e questo sembra piacergli, la saliva scivola ovunque e con un dito la spalmo sul perineo, e il mio maschione si abbassa sulle gambe per allargarsi e permettermi di massaggiare la rosellina pelosa.
Con la lingua lecco i coglioni con il dito umido percorro con dolcezza perineo e buco del culo, lui urla che sta venendo, mi sposta la testa e mi ordina di bere, apro la bocca e la sensazione è proprio quella di un rubinetto aperto tutto d'un colpo. Si accompagna con colpi assestati di bacino e io con la lingua a cucchiaio accolgo tutto il suo latte, il sapore è diverso da quello di Andrea, più pungente e quasi erbaceo.
Abbasso gli occhi e lui mi dice "fammi vedere chi mi hai bevuto mio sbora" apro la bocca come a dire "a" quando sei dal dottore e con soddisfazione dice " ti place veramente cazzo!"
Non ho bisogno di dire nulla la mia faccia soddisfatta risponde con l'espressione più estasiata del mondo.
"Prosima volta ti facio culo", lo guardo e sapendo che lo avrei eccitato di più gli rispondo "con il tuo cazzo mi spacchi il mio culo, tuo cazzo troppo grande". Sorride l'idiota, basta questo a farlo diventare da padrone sventra froci ad amante premuroso, mi accarezza, la guancia che prima aveva colpito e mi saluta.
Si riveste mi siede accanto sul letto per mettersi le scarpe e io non resisto alla tentazione di accarezzargli la schiena e massaggiarlo, ci sta, si gode il veloce massaggio alla schiena e poi si rialza " ciau tu bravo, io dico Andrea che tu torni ancora".
Se gli amici di Andrea sono tutti così veloci io non mi diverto molto, o meglio, mi diverto per carità, ma non è che c'è tanto coinvolgimento.
Ed ecco che serviamo il numero 3, entra un piccoletto di statura, tutto ben fisicato, abbronzatura da muratore, viso barbuto e occhi furbi marroni, da inginocchiato sul materasso mi sporgo per dargli la mano e presentarmi, lui è Alex, si siede sul letto e mi guarda, mentre lo fa si stringe il cazzo da fuori i pantaloncini della tuta, come quando da bambino io mettevo la mano sempre su quel punto del pantalone, e la voce di mamma e parenti vari era "smetti di smanazzarti che a furia di stringere ti si stacca!"
Restiamo a guardarci l'un l'altro, come fosse una partita a chi parla per ultimo vince, lui si smanazza e mi guarda, io mi avvicino e gli accarezzo il bicipite che sta lavorando...
Continua...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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